© Arya Houshmand
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Bio
IT
Marta Zigante è una musicista e compositrice elettroacustica torinese. In qualità di disegnatrice, la sua ricerca è fortemente caratterizzata dall’indagine sul rapporto tra suono, gesto e traccia visiva: dalla realizzazione di partiture grafiche allo sviluppo di opere audiovisive.
La sua attività musicale e concertistica si svolge prevalentemente nell’ambito dell’improvvisazione libera, in collaborazione con Maltempo Collettivo, Collettivo Litio e in duo con Domenico Bosio.
EN
Marta Zigante is a Turin-based electroacoustic musician and composer. As a visual artist, her research is characterized by an investigation into the relationship between sound, gesture, and visual trace, ranging from the creation of graphic scores to the development of audiovisual works.
Her musical and concert activity takes place primarily within the field of free improvisation, in collaboration with Maltempo Collettivo, Collettivo Litio and in a duo with Domenico Bosio
Artist stamement
IT
Il suono e la luce sono materie intangibili, ma si comportando in maniera organica attraversando altri materiali.
Il rumore dei sassolini mossi dalle onde, il sole riflesso sull'acqua di un fiume proiettato su una roccia.. l'osservazione e l'ascolto del mondo circostante sono sempre il punto di partenza della mia ricerca. Questa si sviluppa dalla registrazione di soundscape ed elementi naturali all'esplorazione delle caratteristiche fisiche e informatiche dei dispositivi impiegati nella loro cattura.
Tratto il suono come materia prima, plasmabile in tempo reale, secondo un principio che deriva direttamente dall’improvvisazione libera.
Proprio attraverso questa pratica ho scoperto l'importanza della dimensione sociale, che occupa un ruolo centrale nel mio percorso. La fragilità, l'indeterminazione e l'imprevedibilità dei rapporti umani si proiettano nel suono di ogni musicista, intrecciando una rete dinamica di relazioni, in un gioco di tensioni, tra attriti e sintonia, che rendono la musica viva.
EN
Sound and light are intangible materials, yet they behave like organic matter as they pass through other materials.
The sound of pebbles moved by waves, the sun reflected on the water of a river and projected onto a rock… observation and listening to the surrounding world are always the starting point of my research. This develops from the recording of soundscapes and natural elements to the exploration of the physical and computational characteristics of the devices used to capture them.
I treat the sound as raw matter, malleable in real time, according to a principle that derives directly from free electroacoustic improvisation practices.
Through these practices I discovered the importance of the social dimension, which occupies a central role in my path. The fragility, indeterminacy, and unpredictability of human relationships are projected into the sound of each musician, weaving a dynamic network of relations, in a play of tensions, frictions and connection that makes music alive.